Scarcerato uno degli aguzzini di Abu Ghraib, sdegno in Iraq. Libertà vigilata a Charles Graner, "Hanno ucciso impunemente"

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Sdegno e indignazione a Baghdad per la concessione della libertà vigilata a Charles Graner, uno dei militari americani condannati per le torture nel carcere iracheno di Abu Ghraib. "Perché lo rilasciano? - si chiede questa donna irachena - I crimini devono sempre essere puniti. Sono venuti in Iraq, hanno fatto quello che volevano, ci hanno uccisi, tutto impunemente. E' giusto questo? Noi iracheni non contianmo nulla".Graner ha scontato sei dei dieci anni di carcere a cui è stato condannato per le violenze commesse in quel carcere divenuto uno dei simboli più sinistri e ignobili della guerra in Medio Oriente. Le immagini del militare che infieriva sui prigionieri sono ancora nella memoria collettiva, soprattutto in Iraq. "E' una decisione ingiusta - argomenta questo ragazzo - chiunque abbia torturato dei prigionieri, molto spesso innocenti, non dovrebbe essere liberato". "Avrebbe dovuto essere giustiziato - rincara la dose quest'uomo - per i crimini di Abu Ghraib. Gli americani hanno commesso tanti crimini orrendi e un processo giusto sarebbe stato un esempio per tutti".Ad anni di distanza, le atroci immagini delle torture - che hanno in qualche modo cambiato il nostro stesso approccio alla fotografia - continuano a spaventare e a dividere.

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