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    New York, dalle ghette alle sneaker: lustrascarpe contro la crisi. Un mestiere simbolo della città si adatta per non morire

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    askanews

    per askanews

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    Una professione antica, come ricordano i film del neorealismo italiano, che a New York è ancora viva e vegeta, anche se soffre la recessione: i lustrascarpe non si arrendono e si adattano per sopravvivere. Don Ward è uno di loro. "Cerco di mantenere viva la professione, e lavoro molto di più. La gente non si fa lustrare più le scarpe perchè siamo una società egoista, contano solo 'io' e 'adesso'. E' una questione di convenienza" spiega. E senza di loro New York rischia di cambiare identità."Lui è irresistibile, e divertente. Lo vedo tutti i giorni. Ma preferisco lustrare le scarpe in ufficio, è meno faticoso". La stazione ferroviaria è il luogo simbolo di questa professione: qui fino a 20 anni fa lavoravano otto lustrascarpe, oggi solo tre. Eppure sono entrati nella storia: Joe Kennedy, papà del presidente John, raccontava di aver avuto una soffiata giusta sulle azioni da comprare per sfuggire al crollo dei mercati del 1929 proprio mentre si faceva lucidare le scarpe. La soluzione è adattare il servizio alle preferenze dei clienti. "La maggior parte calzano sneakers e sandali: non c'è problema - assicura Kevin Tucker - lucidremo anche quelli".