Uno scrittore alla ricerca di B. Traven, il romanziere fantasma

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Uno scrittore che forse non è mai esistito e che ha passato tutta la sua vita alla ricerca di una forma di libertà superiore. Questo è B. Traven, il più misterioso romanziere della modernità, a cui Vittorio Giacopini, da anni al lavoro sui temi della fuga, dedica il suo ultimo libro, "L'arte dell'inganno", che esce per i tipi di Fandango. Ma chi era davvero B. Traven? Nonostante il mistero sull'identità, Traven è stato uno scrittore da milioni di copie vendute, che ha anche conquistato Hollywood con "Il tesoro della Sierra Madre". Ma dietro il successo si celava un mistero, nel quale Giacopini ha provato a calarsi. Sì, perché una delle possibili identità di Traven, in un libro in cui nulla è certo, è quella di un anarchico tedesco, unico sopravvissuto alla repressione della repubblica bavarese dei Consigli. Giacopini parla del tentativo di sfuggire al potere nella sua forma oppressiva, un tentativo che poi viene frustrato perché il potere, nel caso di Traven, lo riacciuffa sotto le spoglie ambigue del successo. E in fondo la domanda resta quella sull'identità, non solo di uno scrittore fantasma, ma anche di noi stessi. La sensazione è che "L'arte dell'inganno" sia una costruzione fragile, un edificio sulla sabbia, capace però di parlarci delle domande più profonde, usando B. Traven, chiunque egli sia, quali solo come un pretesto.

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