A Kabul le donne afgane sfidano la morte per giocare a calcio

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Mentre l'Iran protesta contro la squalifica della Fifa della nazionale di calcio femminile, scesa in campo con il velo, in Afghanistan c'è chi, per giocare a calcio, sfida anche la morte. Siamo a Kabul e questa è l'unica squadra di calcio femminile del Paese, costretta ad allenarsi protetta da soldati armati."Io amo il calcio, è tutto per me. Quando lo seguo mi dimentico di ogni altra cosa e sono davvero felice vedendo giocare il mio team".Kalida è il capitano della squadra, lei e le sue compagne, devono affrontare ogni giorno, in modo drammatico e coraggioso, la disapprovazione degli uomini afgani che arrivano anche a minacciarle di morte. "Quando la mia famiglia mi ha detto di smettere di giocare a calcio - continua Kalida - io ho addirittura provato a suicidarmi"."Ho avuto molte minacce di morte - dice invece Khattol, una giocatrice - ho pensato di smettere. Alcune l'hanno fatto e hanno lasciato il Paese. La mia famiglia vole che lo faccia anch'io e non sa nemmeno che oggi sono qui ".Le minacce arrivano sotto forme diverse: un messaggio anonimo o una telefonata. Il padre di Khattol è un soldato ma è molto preoccupato per la sua incolumità""Mia figlia studia all'istituto tecnico - spiega - io e il fratello ci prendiamo cura di lei, l'accompagnamo a scuola e andiamo a prenderla. Sono preoccupato, ma sono anche orgoglioso per quello che fa".Tra le difficoltà delle ragazze di Kabul c'è anche quella di trovare una squadra contro cui giocare e un posto sicuro dove allenarsi. Per ora ci sono solo la squadra femminile della Nato e questo campo dove normalmente atterrano gli elicotteri. Questa volta, però, la partita è andata bene, le donne della Nato hanno perso e a gioire, a bordo campo, ci sono anche gli uomini di Kabul.Ups00.02.42 - 00.02.44(forse può essere bello rallentarlo)

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