Booker Prize con polemica, Philip Roth come in un suo romanzo

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E' ritenuto da molti commentatori il più importante scrittore vivente in America, e non solo, ma nonostante i 78 anni, Philip Roth continua a suscitare roventi polemiche. Ultima quella esplosa dopo il conferimento del prestigioso Booker Prize. Una dei giurati, Carmen Callil, fondatrice della casa editrice Virago, si è ritirata dalla commissione giudicante, in aperta polemica femminista con Roth, da lei ritenuto "neppure uno scrittore". Tutto già visto, per esempio con Saul Bellow o Norman Mailer, ma nel caso di Roth entra in scena anche un intrigante rimando alla metaletteratura: in molti libri dello scrittore di Newark, infatti, il suo alterego Nathan Zuckerman o personaggi come l'indimenticabile Coleman Silk di "La macchia umana" sono fatti oggetto di virulente accuse da parte di una società che si nutre, forse fino all'indigestione, del politicamente corretto. Il clamore, comunque, insegue Roth fin dal lontano 1969, quando pubblicò lo strabordante "Lamento di Portnoy". Ma che allo scrittore capiti ancora dopo oltre 40 anni di stimata carriera di trovarsi a vivere una situazione tipica dei romanzi da lui scritti, forse dimostra quello che Carmen Callil invece recisamente nega. Cioè che Philip Roth è un grande autore che nei suoi libri coglie gli aspetti più viscerali della realtà.