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    Bin Laden è morto, da finanziere islamico a "emiro del terrore"

    Riposta
    askanews

    per askanews

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    Si è conclusa drammaticamente, con un blitz delle forze speciali statunitensi in Pakistan, la carriera di Osama bin Laden, "l'emiro del terrore" considerato la mente degli attacchi dell'11 settembre 2001. Nato a Riad nel 1957, il capo di al Qaida era il dodicesimo figlio di un magnate delle costruzioni yemenita diventato ricchissimo. Dopo gli studi di ingegneria ed economia all'università di Gedda, nel 1973 si era legato ai gruppi islamisti.Dopo l'invasione sovietica dell'Afghanistan, il giovane bin Laden rispose all'appello della jihad contro le truppe di Mosca, dedicandosi al sostegno ai mujaheddin afgani trasferendosi a Peshawar, in Pakistan. Dopo la sconfitta russa nel 1989 rientrò in patria divenendo un apostolo della jihad ma i suoi rapporti con le autorità di Riad si incrinarono.Nel 1996 si spostò in Afghanistan dove i talebani avevano preso il potere. Qui organizzò campi di addestramento per terroristi che attirarono migliaia di musulmani e pianificò una serie di attentati contro gli Stati Uniti. I suoi attacchi più spettacolari, prima dell'11 settembre, furono compiuti nel 1998 contro le ambasciate Usa in Kenya e in Tanzania che provocarono 224 morti. Dopo l'attacco al World Trade Center, George W. Bush dichiarò che lo voleva catturare "vivo o morto e sul suo capo fu posta una taglia di 50 milioni di dollari.