Chernobyl, 25 anni fa la strage delle vittime invisibili

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25 anni fa queste immagini fecero tremare il mondo. E' il reattore numero 4 della centrale nucleare ucraina di Chernobyl, sventrato da un'esplosione. Nella notte fra il 25 e il 26 aprile del 1986, durante un test, errori umani e tecnologia difettosa provocarono il disastro: fu liberata nell'aria una radioattività cento volte superiore a quella delle bombe americane su Hiroshima e Nagasaki.Le autorità russe mantennero il silenzio e cominciarono ad allontanare la popolazione dopo almeno 36 ore dall'esplosione. La nube radioattiva si estese per centinaia di chilometri e si spostò verso l'Europa. Ci vollero dieci lunghi giorni perché i si riuscisse a bloccare la fuga di radiazioni e migliaia di uomini al lavoro.Furono loro le prime vittime del più grande disastro nucleare della storia. E sono le uniche riconosciute ufficialmente, tutte le altre restano invisibili: malati di tumore e malattie direttamente collegabili, mai conteggiati in un bilancio definitivo, neanche dopo 25 anni. Alcuni studi dicono 10mila, altri 25mila, mentre il Comitato scientifico dell'Onu ha preferito non esprimersi. Intanto Chernobyl è tutt'altro che addormentata: si sta costruendo un nuovo sarcofago che dovrà coprire definitivamente il reattore numero 4 e sostituire la vecchia copertura erosa dalle radiazioni che ancora pulsano nel cuore della centrale.

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