Jonathan Franzen incanta Torino e racconta il suo segreto

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L'attesa dopo "Le Correzioni" del 2002 è stata molto lunga, ma probabilmente ne è valsa la pena. Jonathan Franzen ha presentato a Torino il suo nuovo romanzo "Libertà", edito da Einaudi, e ha conquistato la platea che affollava il Circolo dei Lettori. Sorridente e ironico, a differenza delle cronache che a volte lo descrivono come burbero, Franzen ha conversato amabilmente con Paolo Giordano, che lo ha incalzato sul perché di un'attesa così lunga per la scrittura del libro."Probabilmente c'è voluto così tanto - ha spiegato Franzen - perché ho dovuto fare lo sforzo di dimenticarmi che ci doveva essere qualcuno che poi il libro lo avrebbe letto. Se non dimentichi questo il lavoro non funziona".Tra battute con l'interprete e le proverbiali pause e smorfie, già entrate nell'aura di leggenda che lo circonda, Franzen ha in qualche modo svelato i propri segreti di scrittore. "Il problema è che quando tu vuoi trasporre qualcosa che ti è capitato e vuoi dare un senso alla cosa - ha spiegato il romanziere - devi ricorrere all'invenzione. Kafka non ha sperimentato direttamente l'esperienza di essere un insetto, eppure La metamorfosi sembra la cosa più autobiografica che sia stata mai scritta". Poi Franzen entra ancora di più nel merito del suo laboratorio di scrittura."Questo è il lavoro: prendere tutta questa enorme carica che ti senti dentro e ti sembra che ti faccia scoppiare, ma non è per nulla drammatica, e trasformarla in qualche cosa che valga la pena di leggere". "Libertà", che è valso a Franzen il titolo di Grande romanziere americano sulla copertina del Time magazine, è già stato acclamato come l'evento letterario del decennio.

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