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    Addio a Liz Taylor, ultima star della Hollywood dei tempi d'oro

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    askanews

    per askanews

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    Una sfolgorante carriera cinematografica, una vita sentimentale ricca e non sempre fortunata. Elizabeth Taylor, morta a Los Angeles, è una delle leggende di Hollywood. Nata a Londra nel 1932 da genitori statunitensi, raggiunge a 11 anni il successo con il film "Torna a casa Lassie!". È una bambina prodigio: Gran Premio (1944), con l'altra giovanissima star Mickey Rooney come partner, la fa diventare una star. Al successo contribuisce la sua bellezza, capelli neri e occhi viola che diventano celebri. Dopo un'inedita versione bionda nel ruolo di Amy nell'adattamento di "Piccole Donne" del 1949, arrivano le nomination all'Oscar: tre consecutive per "L'albero della vita" (1957), "La gatta sul tetto che scotta" (1958), in cui impersona una moglie insoddisfatta a causa dell'indifferenza del marito Paul Newman, e "Improvvisamente l'estate scorsa" (1959).Con "Venere in visone" del 1960 conquista l'Oscar come miglior attrice protagonista. Del 1963 è "Cleopatra", il film più costoso della storia del cinema: sul set scoppia l'amore con il Richard Burton, andata avanti tra alti e bassi, bevute e litigate, per dieci anni.Nel 1967 arriva il secondo Oscar per "Chi ha paura di Virginia Woolf?" accanto a Burton. I due divorziano nel 1974, si risposano e ridivorziano: quando lui muore, nel 1984, Liz dirà: "Il mio cuore è sceso nella tomba con lui".Negli anni Ottanta comincia il declino fisico: la Taylor ingrassa, si ammala, riprende a bere. Per disintossicarsi si ricovera in clinica: conosce un ex muratore, Larry Fortensky, di venti anni più giovane di lei, e lo sposa. E' il settimo marito, l'ottavo matrimonio.L'ultima apparizione sul grande schermo risale al 1994 con il film "The Flintstones". Da anni era costretta su una sedia a rotelle, per problemi alla schiena. Con lei se ne va l'ultima star di una Hollywood, quella del periodo d'oro degli anni 50 e 60.