CHEBARBA! Berlusconi offende un altro giornalista.

Claudio Messora
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http://www.byoblu.com/post/2011/02/17/Berlusconi-offende-un-altro-giornalista.aspx Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio. Quando due non sono mai andati d'accordo, e all'improvviso sono tutti caramelline e fiori, significa che c'è qualcosa sotto. Un po' come quando alla fine degli anni '90 Bossi smise improvvisamente di dare del mafioso a Berlusconi. I più maliziosi pensano che, in cambio, don Silvio abbia saldato i debiti del Carroccio. Cosa ci sarà, dunque, sotto al sostegno di Giulio Tremonti e del Governo alla candidatura di Mario Draghi alla presidenza della BCE? L'ipotesi più light è che gli scandali di Berlusconi abbiano reso talmente inconsistente il prestigio internazionale dell'Italia da aumentare le possibilità che Draghi si infranga sulla scogliera dell'asse franco-tedesco. Insomma, un po' come dire: "Vai, vai... tanto ti bruci. Poi non si può dire che io non ti abbia dato la tua occasione". Quella più real politik, invece, è che un Draghi in più a Francoforte è un Draghi in meno a Roma. E per un eventuale Governo Tremonti significa sgomberare la strada da un ostacolo molto serio. In ogni caso, queste domande a Berlusconi non si fanno. Chiedetegli di Ruby, piuttosto, ma non di Draghi. Della conferenza stampa di ieri i giornali hanno parlato solo per evidenziare i grandi sorrisi di Cesare alle domande sull'udienza del 6 aprile, che tanto per cambiare ha già annunciato che diserterà, ma hanno trascurato l'ennesimo insulto a un giornalista che stava facendo solo il suo mestiere, peraltro in maniera professionale e garbata. Lorenzo Totaro, di Bloomberg News, ha l'ardire di chiedergli se a suo giudizio la candidatura di Mario Draghi possa risultare indebolita dai recenti scandali giudiziari. Berlusconi friccica come una caffettiera sui fornelli. Tremonti cerca di trattenerlo ma non c'è niente da fare: ormai è lanciato. Prima offesa: "Lei non è compos sui". Eh? "Compos sui", in latino, significa letteralmente "padrone di sé". Più in generale, anche giuridicamente, si usa in forma negativa per definire chi non è capace di intendere e di volere. In pratica gli ha dato dello scemo del villaggio. Non contento, Berlusconi rincara la dose: "E quindi poi vada a tradurselo... [anzi] a farselo tradurre.". Non solo, quindi, dà per scontato che il Totaro (che scrive correntemente in inglese per una testata internazionale e che non si vede perché non debba avere una certa cultura classica) sia ignorante, ma lo disprezza a tal punto che si corregge in corso d'opera e puntualizza: "vada a farselo tradurre". Come dire che Totaro non sarebbe capace neppure in grado di leggersi una definizione sul vocabolario senza l'aiuto di qualcuno che gliela spieghi. Non sono un avvocato, ma se uno mi dà dell'incapace di intendere e di volere e dell'ignorante in pubblico, senza nessun giustificato motivo, una querela non gliela toglie nessuno, e mi auguro che Lorenzo Totaro non perda l'occasione per scucirgli qualche soldo. Tanto, come disse Fede a Mora: "se ne buttano tanti". L'arroganza di Silvio Berlusconi nei confronti dei giornalisti che non recitano un copione concordato è l'esatto contraltare del suo atteggiamento paternalistico e confidenziale con quelli che stanno nei ranghi. Li tratta come sudditi, come vassalli. Dà loro del tu, ricorda in pubblico episodi privati che li riguardano e di cui egli è stato testimone, li accredita con cene cui ha partecipato insieme alle loro famiglie. E' solo un altro modo per umiliarli, per trattarli da servi compiacenti oppure da incapaci (di intendere e di volere). Un'altra via non c'è: un rapporto professionale, equidistante, asettico nei confronti dell'informazione non rientra nelle caratteristiche della personalità gheddafiana, da padre padrone, di un leader che ha ridotto questo paese a una succursale di cosa nostra, intendendo cosa nostra quell'atteggiamento da padrino che approva il picciotto con un buffetto sulla guancia oppure gli fa sparare. Terzium non datur. Sogno un'Italia normale, dove i politici fanno i politici, i giornalisti fanno i giornalisti e per evitare di rispondere ad una domanda basta dire "non voglio rispondere a questa domanda", senza che sia lecito offendere chi l'ha posta, nel totale silenzio/assenso dei colleghi terrorizzati e di tutti gli organi di informazione, che forse preferiscono un giornalista umiliato in luogo di un giornalista libero. 

1 commento

Bel video complimenti...però quanta cazzo di acqua consumi per farti la barba....:D ciao grande
Di igienistamentale 3 anni fa