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    Addio Raimondo. Depsa: la nuova televisione italiana è un disastro!

    Riposta
    Claudio Messora

    per Claudio Messora

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    http://www.byoblu.com/post/2010/04/15/Addio-a-Raimondo-Vianello-la-nuova-televisione-e-un-disastro.aspx Il portone di Casa Vianello, quello che apre su Cologno Monzese, oggi si tinge di paramenti neri. Non è il nero della Repubblica Sociale Italiana, uno stato occulto, fantoccio, alle totali dipendenze del Terzo Reich di Adolf Hitler, dove Raimondo prestò servizio militare in qualità di bersagliere. E' il nero del lutto, dell'addio. Il marito annoiato più famoso d'Italia, nato a Roma il 7 maggio 1922, si è spento alle sette meno dieci di questa mattina, all'ospedale San Raffaele di Milano. Stava per compiere 88 anni. Più di una generazione di italiani, tra cui il sottoscritto, hanno sorriso immersi nei tormentoni comedy delle sue inimitabili gag, del suo irresistibile humour inglese, dei suoi silenzi carichi di sarcastico stupore. Con la moglie, l'inossidabile Sandra Mondaini, Raimondo si faceva interprete dell'italiano medio: pigro, annoiato, il giornale sempre in mano ma disinteressato a tutto ciò che non costituisce un utile personale, preda di improvvise vampate d'entusiasmo che poi, regolarmente, scemano nella disillusione, stemperate nel solito tran-tran quotidiano, un po' ingabbiato, sognatore frustrato, sempre pronto a tradire la consorte con la nuova vicina di casa. Un perdente, insomma, una diversa incarnazione di Fantozzi, che in Italia ha sempre tirato di più di Rambo. Per avere militato nella RSI, Vianello pagò con la detenzione nel campo di concentramento alleato di Coltano, tra il maggio e il settembre 1945, insieme ad altri 35mila ex militari. Non fu il solo. Con lui c'erano Walter Chiari ed Enrico Maria Salerno, Enrico Ameri e Luciano Salce. Come non fu certo il solo ad avere aderito alla Repubblica Sociale. Oltre ai compagni di prigionia, potremmo citare tra gli altri Giorgio Albertazzi, Gino Bartali, Dino Buzzati, Dario Fo, Licio Gelli, Marcello Mastroianni, Amedeo Nazzari, Wanda Osiris, Cesare Pavese, Ugo Tognazzi e Giovanni Spadolini. Oppure, nelle file dell'MSI di Milano, nel 1956, Adriano Celentano, o nella Giovane Italia di Bologna (primi anni 60) Lucio Dalla e, ancora, il presunto finanziatore del Soccorso Tricolore de Il Borghese dei primi anni 70, Lucio Battisti con Mogol, alias Giulio Rapetti. Lui però, Raimondo, non ne fece certo un mistero, e prima della conduzione del Festival di San Remo del 1998, quando una tale dichiarazione poteva costargli cara, disse "Io non rinnego niente". Tanti non ebbero la stessa dignità e lo stesso coraggio. Del resto, la detenzione nel campo di concentramento alleato di Coltano non deve essere stata facile. Era considerato uno dei più duri, teatro di violenze inqualificabili come la cosiddetta fossa dei fachiri, una grande buca cosparsa di pietre aguzze dove fino a dieci prigionieri erano costretti a sostare in piedi. Ho parlato di Raimondo Vianello e della televisione italiana con chi la televisione la conosce bene: Salvatore De Pasquale. In arte Depsa, Salvatore ha scritto e talvolta vi ha perfino partecipato, una tale quantità di trasmissioni televisive di intrattenimento che per elencarle tutte non basterebbero le pagine del blog: da Scherzi a Parte a Stranamore, da C'é posta per te a Buouna Domenica e Domenica In, dalla Corrida a Matricole, solo per fare qualche nome. Ma Depsa è anche lo pseudonimo sotto il quale firmava canzoni che sono entrate nella cultura popolare italiana, champagne su tutte, e che gli sono valse un primo posto, tre secondi posti e un premio della critica al Festival di San Remo, dove ha partecipato ben 23 volte in qualità di autore e dove è stato anche Commissario Artistico. Insomma, se c'è uno che la televisione la conosce bene, quello è lui. Televisione di puro intrattenimento, certo, eppure sentite cosa pensa della trasformazione che anche questo genere, pur necessario, ha subito negli ultimi trent'anni. Ma prima di lasciarvi all'intervista, permettetemi di fare un saluto. Se è vero che le persone sono fatte di ricordi, allora io sono fatto anche di te, caro Raimondo. A presto. LEGGI IL TESTO DELL'INTERVISTA SU: http://www.byoblu.com/post/2010/04/15/Addio-a-Raimondo-Vianello-la-nuova-televisione-e-un-disastro.aspx ;