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    Unità D'Italia: La storia non è uguale per tutti - c'è chi parla di massoneria scozzese

    Riposta
    Puglia Reporter

    per Puglia Reporter

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    150 anni dell'Unità di'Italia è veramente un anniversario da festeggiare con felicità? Ripercorrendo quella che è stata la Storia delle terre del sud Italia prima che queste facessero parte del Regno d'Italia grazie all'intervento militare di Giuseppe Garibaldi, non pochi studiosi ed appassionati provenienti da diverse parti del paese hanno compreso l'importanza di dover divulgare parti della nostra storia messe all'oscuro, incongruenze, fatti drammatici, incredibili rivelazioni. In particolare, in questo articolo vogliamo ricordare l'evento intitolato "PROCESSO ALLA STORIA: LA STORIA NON E' UGUALE PER TUTTI" svoltosi ad Andria la giornata di domenica 25 novembre 2007. L'impresa dei mille: unificazione dell'Italia o annessione sabauda? Garibaldi: eroe o mercenario? Il progetto, nato da un'idea dell'associazione Pro Loco di Andria e patrocinato dall'assessorato alla Cultura del Comune, fu organizzato per cercare di stimolare un dibattito pubblico sulle tematiche controverse legate alla storia del Mezzogiorno in occasione del bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi. A presiedere e coordinare l'operato della giuria popolare in quell'occasione, un avvocato professionista con funzione di presidente, un rappresentante Pro Loco e due professori di storia delle scuole coinvolte nel progetto per giudizio da parte degli studenti delle scuole di Andria, con l'intervento storici coinvolti ad argomentazioni a difesa delle proprie tesi tra i quali spiccarono Guido D'Agostino, docente di storia moderna e storia del Mezzogiorno dell'università Federico II di Napoli, intervenuto a difesa della tesi sull'unificazione dell'Italia e Gennaro De Crescenzo, studioso del regno delle Due Sicilie, a difesa della tesi sull'annessione sabauda. Tra questi spicca poi il noto appassionato storico di Andria, Michele De Lucia il quale è certo che L'Unità d'Italia sia frutto di una messa in scena organizzata dal Re Vittorio Emanuele, che con Garibaldi avrebbero organizzato l'intervento militare per impoverire il sud spartendosi le ricchezze del Regno delle Due Sicilie con la complicità della massoneria scozzese.