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    Luci e ombre dei dieci anni della Iervolino alla guida di Napoli

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    askanews

    per askanews

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    Dopo nove anni e nove mesi di governo della città, Rosa Russo Iervolino lascia la poltrona più alta di Napoli. Quella di "Rosetta" - come la chiamano i più intimi - è stata la più lunga esperienza governativa per un sindaco partenopeo. A pochi mesi dall'insediamento nel 2001 si trova ad affrontare la grana dell'alluvione. L'impresa riesce a metà e per risollevare la città prova ad aggiudicarsi l'organizzazione della Coppa America nel 2003 ma fallisce. Eppure all'esame elettorale del 2006 viene promossa con il 57% delle preferenze. Rosetta, che aveva portato l'arte nei metrò, regalato parchi e isole pedonali ai cittadini, è di nuovo sindaco della città. Le difficoltà però sono dietro l'angolo. Tra i momenti più bui del suo secondo mandato c'è il suicidio nel 2008 del suo assessore Giorgio Nugnes, seguito dall'arresto di 4 esponenti della sua giunta per il caso Global Service. Di lì sarà un percorso tutto in salita con la progressiva disfatta della maggioranza, l'emergenza dei rifiuti a sommergerla di polemiche e attacchi. Fino all'ultimo colpo fatale infertole dai 31 consiglieri. Ora il suo sogno di tornare a fare la nonna come andava dicendo da tempo può diventare realtà