La crisi in Libia fa volare i prezzi del petrolio

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La crisi in Libia scatena la corsa del prezzo del petrolio, che a Wall Street ha toccato quota 100 dollari al barile, mentre il Brent vola ai massimi da due anni e mezzo, a quasi 120 dollari. La Libia è il Paese africano con le più vaste riserve di greggio: i mercati temono che i disordini possano estendersi ad altri Paesi arabi produttori. La crisi in Nordafrica e Medio Oriente ha spinto il Fondo monetario internazionale a rivedere al rialzo le previsioni per il 2011: il barile costerà in media 94,75 dollari quest'anno, una revisione al rialzo rispetto agli 89,50 di gennaio. Le principali compagnie petrolifere, Total e BP in testa, stanno evacuando il personale in Libia. L'italiana Eni è stata costretta a chiudere il GreenStream, gasdotto che collega l'Italia al Paese africano, per mettere in sicurezza la condotta lunga circa 520 chilometri che parte da Mellitah, sulla costa libica, e arriva a Gela, in Sicilia, attraversando il Mar Mediterraneo.

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