Napoli - Arresto Antonio Iovine: ACCERITELO !

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http://www.pupia.tv - Napoli - Arresto Antonio Iovine - Sorriso smorzato e sguardo assassino al grido dalla folla: ACCERITELO ! Nel pieno centro di Casal di Principe, lungo corso Umberto, quasi nessuno si dice ''contento'' all'indomani dell'arresto del boss Antonio Iovine. E vanno anche oltre dicendo che ''quando a governare questa terra c'era la camorra, si viveva meglio. Ora che c'è lo Stato siamo rovinati''. ''Il discorso è semplice, - dice Antonio Diana, panettiere - qui tutti rubano, i politici come i boss. Ma la differenza è che mentre i boss mangiano la torta ma ti danno anche una fetta, i politici mangiano solo per fatti loro''. I camorristi, lungo il corso principale di Casal di Principe, c'è chi li descrive così: ''cattolici, educati, rispettosi''. ''I politici qui non ti stringono neanche la mano, - dice Marcello Della Bona - i boss ti salutano, sono educati, ti rispettano''. Antonio Diana, il boss Antonio Iovine se lo ricorda quando era piccolo: ''Io frequentavo la prima media, lui la terza. E' sempre stato un bravo ragazzo. Se sono contento che lo hanno arrestato? Da un punto di vista umano mi dispiace''. Laura D'Alessandro, di Casale, da circa dieci anni è tornata nella sua terra dalla Germania. E oggi, senza riserve, dice: ''L'arresto di Iovine ci ha finiti di rovinare. Qui lo volete capire o no che non c'è lavoro e che da quando è arrivato lo Stato qui è tutto fermo''. Poi, se la prendono anche con Roberto Saviano. ''Noi casalesi, secondo voi, perdiamo il tempo a minacciare una mosca, un bambino? - dice Della Bona - Lui quelle cose le dice solo in tv, venga qui a dirle. Lui ci ha solo rovinato''. Nei bar, nei negozi di Casal di Principe la storia che si racconta, oggi, è sempre la stessa: ''Siamo ormai marchiati. Siamo casalesi e nessuno ci da più lavoro. Il problema di questa terra è questo, non certo la camorra''.A pochi metri dal rifugio dove è stato arrestato Iovine, nel bar dei giovani, gli uomini giocano a burraco. Entri e loro esordiscono: ''Siamo disoccupati perciò giochiamo a carte. E sa perché siamo senza lavoro? Perchè siamo casalesi''. Infermieri al pari dei muratori sottolineano sempre lo stesso aspetto: ''Noi ormai sembra avere la rogna. Nessuno ci vuole, siamo tutti considerati camorristi. Noi, invece, siamo solo lavoratori''. Nel centro del paese, davanti al bar ''Chicco d'oro'', il discorso non cambia. Ulderico (''chiamami così'') ha 38 anni e tre figli. ''Ho sempre fatto il muratore ma da quando è uscita fuori questa storia del clan Casalesi nessuno mi da più lavoro e non solo al nord ma anche nella mia stessa Campania. E dire che con le nostre imprese edilizie abbiamo costruito il nord Italia. Ora non siamo buoni più. Siamo solo delinquenti''. Davanti al bar c'è anche Gennaro Di Bonito, vicesindaco di San Cipriano d'Aversa, il comune dove è nato il boss Iovine. Il giovane vicesindaco, 32 anni, del Pdl, racconta anche lui un episodio di ''razzismo'': ''Ero andato a Rimini e in un albergo quando hanno visto sulla carta d'identità che venivo da San Cipriano d'Aversa mi hanno detto che era tutto pieno. Ho chiamato i carabinieri ed il posto, poi, è uscito''. Vincenzo Martino, capogruppo Udc al comune di Casal di Principe, lo ribadisce: ''Qui la mancanza di lavoro è davvero un'emergenza e i nostri cittadini sono ormai considerati tutti camorristi. Non è giusto''. Un appello viene poi rivolto dal sindaco di Casal di Principe Pasquale Martinelli e dal parroco monsignor don Carlo Aversano: ''Si faccia qualcosa per creare lavoro. Martinelli, eletto nell'aprile scorso, non ci sta al ''luogo comune'' che vede i suoi cittadini come ''vicini e sodali con il clan dei casalesi''. ''In questo comune siamo in 21 mila - aggiunge - non mi venite a dire che siamo tutti boss. (17.11.10) ..........segue: http://www.pupia.tv/casaldiprincipe/cronaca/1311/stato-camorra-pareri-discordanti-cittadini-casalesi.html ;

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