Vigarano Pieve (FE) - La GdF scopre la Chinatown del lavoro nero

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In un magazzino tessile lavoratori stipati in condizioni inumane. Li hanno trovati stipati in piccole cellette. Il loro mondo era tutto compreso in pochi metri quadri, nei quali dormivano e lavoravano. Era una piccola "Chinatown del tessile", come l'hanno definita gli stessi inquirenti, quella scoperta a Vigarano Pieve dagli uomini della compagnia di Ferrara e della brigata di Portomaggiore della Guardia di Finanza che, dopo giorni interi di appostamenti, hanno eseguito un blitz notturno nei confronti di tre laboratori tessili cinesi di cui solo pochi conoscevano l'esistenza.

Quando sono entrati all'interno del laboratorio clandestino i militari non credevano ai loro occhi. Di umano in quelle condizioni di lavoro non c'era nulla. I lavoratori erano tenuti all'interno di un capannone industriale a fianco del "luogo di lavoro", privo di riscaldamento e con solo due bagni a disposizione per 25 persone. All'interno del capannone erano state ricavate delle piccole cellette di legno compensato, coperte da tetti fatti di stracci e lenzuola con dentro miseri giacigli in mezzo a indumenti, effetti personali, alimenti e bacinelle di acqua per l'igiene personale.

Gli uomini e le donne che dovevano sottostare a quelle condizioni disumane, tutti tra i 30 e i 50 anni, dopo aver passato le ore notturne chini sulle macchine da cucire sparivano nel loro piccolo mondo di cemento e legno fino al turno successivo. (12.02.10)

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