Tunisia, scuole e università chiuse dopo scontri e violenze

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Scuole e università chiuse in tutto il Paese: è la misura decisa dal governo tunisino dopo le manifestazioni contro la disoccupazione iniziate a dicembre e sfociate negli ultimi giorni in scontri con la polizia con almeno 14 morti, secondo le fonti ufficiali, sino a 50 secondo altre fonti. In un discorso televisivo il presidente Ben Alì ha condannato le violenze, definendole "atti terroristici imperdonabili compiuti da delinquenti con il volto coperto", e ha promesso la creazione di 300mila posti di lavoro entro la fine del 2012. Maraja è tra i laureati che da anni cercano e non trovano un posto di lavoro."A volte piango, a volte sono arrabbiata, altre voglio suicidarmi, penso di lasciare il Paese o guardo la mia stanza e voglio rinchiudermi dentro" confessa. Secondo Amnesty International le persone rimaste uccise negli scontri dello scorso fine settimana sono almeno 23, secondo la Federazione Internazionale delle Leghe per i diritti dell'uomo si sale a 35.

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