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    History of Rhodes No5

    Hristos Mistiliadis

    με Hristos Mistiliadis

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    Tuttavia, nel dicembre del 1522 Rodi non poté resistere al grande esercito di Solimano il Magnifico. Ai pochi cavalieri rimasti fu concesso di ritirarsi a Malta, mentre l'isola restò sotto il dominio ottomano per quattro secoli. Occupato già dal 1912 durante la guerra di Libia, l'isola venne assegnata all'Italia con i trattati che posero fine alla guerra Italo-Turca insieme alle altre isole dell'arcipelago del Dodecaneso. La città di Rodi costituì il capoluogo di una provincia la cui sigla automobilistica era RD. Nel 1923 il governatorato di Rodi fu affidato a Mario Lago che riuscì a far convivere pacificamente le diverse etnìe dell'isola, restaurando numerose opere monumentali, e costruendo infrastrutture ed edifici pubblici (scuole, ospedali...). Durante tale periodo uno dei cervi della porta marittima dell'isola venne sostituito dalla lupa capitolina. Nel 1936 fu nominato nuovo governatore De Vecchi.Per secoli l'isola ebbe una grossa comunità ebraica. Si trattava soprattutto di ebrei che erano stati espulsi dalla Spagna e che parlavano il ladino. Durante la guerra le forze di occupazione tedesche internarono gli elementi ebraici, in quanto appartenenti ad una etnia nemica, nel continente. Alla fine del conflitto, pochi decisero di far ritorno. Alcuni aprirono un importante museo chiamato il "museo degli Ebrei di Rodi".

    Dopo l'8 settembre 1943, durante la seconda guerra mondiale, la città ed il resto dell'isola furono teatro di violenti scontri tra le forze monarchiche italiane passate agli Alleati (guidate dal governatore Campioni, e dall'ammiraglio Mascherpa) e le forze tedesche del generale Kleeman, che videro infine la resa delle forze italiane ed il controllo da parte tedesca dell'intero Dodecaneso fino alla fine della guerra. Nel 1947, a seguito dei trattati di Parigi, l'Italia fu costretta a cedere il Dodecaneso alla Grecia.