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    Favino gigante buono nel noir "Senza nessuna pietà"

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    askanews

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    Roma (askanews) - Attore e adesso anche produttore. Pierfrancesco Favino è di nuovo alle prese con loschi affari. Questa volta però non ha nulla a che fare con il Libanese di "Romanzo Criminale" e si ritrova come un pesce fuor d'acqua a lavorare per suo zio, piccolo boss della periferia romana. Il film è "Senza nessuna pietà", unico italiano presentato alla Mostra di Venezia in concorso nella sezione Orizzonti, convincente opera prima di Michele Alhaique, selezionato anche per il Festival di Toronto e nelle sale dall'11 settembre.
    Favino, che ha preso 20 kg per questa parte, è Mimmo, un gigante buono. Un uomo che preferirebbe fare tutta la vita il muratore piuttosto che partecipare agli affari di famiglia, ma é costretto a lavorare per lo zio e per il cugino arrogante che detesta. Il loro mondo ha regole precise, chi sbaglia paga un prezzo molto alto, chi obbedisce ottiene favori e premi, e Mimmo, sempre ligio al dovere, perde la testa per una ragazza, un angelo biondo così diverso ma in fondo simile a lui nella ricerca di amore e protezione, che trasforma questo noir sulla piccola criminalità romana in qualcosa di molto più profondo. Pierfrancesco Favino a Venezia ci ha raccontato entusiasta la sua esperienza in questo film in cui figura, appunto, anche nella veste di giovane produttore. L'inizio di una nuova carriera?
    "Ho l'età per cui mi sento di poter iniziare a prendermi delle responsabilità dirette su un percorso creativo più ampio che non sia solo quello della recitazione, che pur amo enormemente - ha detto - Penso sia il momento in cui poi uno si rimbocca le maniche e fa veramente parte del cinema italiano, nel senso che ha una voce, non solo che riguarda un solo aspetto di questo, ma che contribuisce a creare un sistema che mi piacerebbe fosse più ricco, sotto tanti aspetti".