Un secolo di Julio Cortazar: padre del Sudamerica contemporaneo. Il grande scrittore era nato nel 1914: innovatore e maestro

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Milano (TMNews) - "Dire 'letteratura' e 'vita' per me è la stessa cosa". Julio Cortazar, il grande scrittore argentino, lo disse nel corso delle sue lezioni a Berkeley nel 1980. Un motto che resta attualissimo e che lui, di cui ricorre il centenario dalla nascita, ha realmente messo in pratica in quello che è probabilmente il suo capolavoro: "Rayuela - Il gioco del mondo", romanzo totale e opera d'avanguardia che ha gettato le basi per i migliori frutti della letteratura sudamericana venuta negli anni successivi. E basti citare il debito riconosciuto di Roberto Bolano nei confronti di "Rayuela" per capire di cosa si sta parlando.Come l'altro mostro sacro, argentino e multiforme, Jorge Luis Borges, anche Cortazar ha aperto una serie di porte, ha tracciato molte strade che poi si sono offerte agli altri scrittori. Il tutto, per sua stessa ammissione, partendo dalla ricerca di una "soluzione estetica". "L'attività letteraria per noi - diceva ancora nelle sue lezioni americane - era fine a se stessa, aveva valore solo per i suoi frutti e non come uno dei tanti elementi che costituiscono il contesto".Da qui, dalla ricerca pura di bellezza letteraria, sono poi derivate anche le caretteristiche morali e politiche dell'opera di Cortazar. All'interno delle quali ci permettiamo anche di inserire l'anomalia formale di molti dei suoi testi: frammentari, non incasellabili, unici come lo erano gran parte di quelli di Italo Calvino. E la voce di Julio Cortazar, esattamente come quella dello scrittore ligure, resta tuttora con noi, viva e attuale, sebbene siano già passati 30 anni dalla sua morte.

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