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    Sanzioni Russia-Ue danno per l'Europa, si rischia inverno senza gas

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    Gli analisti parlano già di effetto boomerang. Le sanzioni imposte dall’Unione europea alla Russia e dalla Russia ai ventotto stanno colpendo seriamente le economie di paesi come la Francia, la Spagna e l’Italia. Ma anche la Germania trema.

    Nell’Unione europea sono in gioco 5 miliardi di euro e 130mila posti di lavoro. 50mila solo in Germania.

    La Russia è il terzo partner commerciale per l’Unione mentre Bruxelles è il primo per la Russia. Nel 2013 l’Europa ha importato beni e servizi per oltre 206 miliardi di euro e ha esportato verso la Russia per un totale di oltre 119 miliardi di euro. La fetta più grossa delle esportazioni è ad appannaggio della Germania, seguita a poca distanza dalla Francia e dall’Italia.

    Mosca è convinta che le sanzioni avranno ripercussioni maggiori in Europa che in Russia. Una convinzione che diventa preoccupazione tra gli agricoltori e i produttori europei, nonostante la Commissione abbia destinato 125 milioni di euro di aiuti agli agricoltori.

    “I mercati esteri ultimamente ci stavano dando molta soddisfazione – spiega Luigi Nigro della coldiretti – Aver ricevuto questo colpo a livello economico, in questo momento, rafforza lo spirito degli imprenditori, ma impone una grande preoccupazione”.

    L’Italia è il quarto partner della Russia per volume di interscambio. Il solo comparto agroalimentare nel 2013 ha fatturato 700 milioni di euro.

    Mosca dal canto suo teme il rischio inflazione e ha alzato il tasso d’interesse principale di 50 punti base.

    Il vero braccio di ferro si gioca però sul gas. L’inverno si avvicina e l’Unione europea ha bisogno del gas russo. La sola Germania soddisfa il 40% del suo fabbisogno con il metano proveniente dal Baltico e non c‘è un’altra alternativa.

    “Il problema non è che ci saranno tagli alle forniture, il problema vero è che il gas non sarà stoccato affatto nei depositi europei – spiega l’analista ucraino Valentyn Zemlianski – Il 2009 sembrerà un problema irrisorio rispetto a quanto accadrà in futuro. Ecco perché l’Unione europea sta cooperando con la Russia per evitare il peggio”.

    Sull’efficacia delle sanzioni i pareri sono discordanti, ma riguardo alla questione energetica, l’Unione europea ha di fronte a sé una scelta difficile: o il gas russo o il freddo siberiano.