Pentagono rivela: a luglio fallito blitz in Siria per liberare Foley e Sotloff

29 visualizzazioni
  • Informazioni
  • Export
  • Aggiungi a
Non è stato l’uso delle armi chimiche in Siria ma la decapitazione del fotoreporter James Foley a tracciare la “linea rossa” che ora per il Presidente americano Barack Obama è stata necessariamente oltrepassata.

Gli Stati Uniti, che ormai hanno dichiarato guerra agli estremisti dello Stato Islamico, rivelano che a inizio luglio era stata condotta un’operazione speciale in Siria per cercare di liberare Foley, il giornalista Steven Joel Sotloff e altri americani ancora nelle mani degli jihadisti.

Un blitz che non ha ottenuto il risultato sperato e del quale il Pentagono non rivela i dettagli. Intanto la famiglia di James Foley è stata ricevuta da Obama.

“Abbiamo appena incontrato il Presidente che ci ha messo al corrente del tentativo fatto dall’amministrazione, cosa che non sarebbe stata possibile render nota prima” ha detto la madre, Diane Foley. “Noi apprezziamo che ci sia stata la volontà di tentare, lo abbiamo ringraziato, ma abbiamo sottolineato che si possano prendere in consid

0 commenti