Advertising Console

    Ferguson, la tensione non si placa: Brown ucciso con sei colpi

    Riposta
    askanews

    per askanews

    1,1K
    4 visualizzazioni
    St. Louis (askanews) - Resta molto alta la tensione a Ferguson, nel Missouri, dopo la seconda notte di coprifuoco violato da centinaia di manifestanti. La rabbia dei residenti afroamericani del sobborgo di St. Louis è tornata ad aumentare dopo che sono stati diffusi i risultati di una autopsia privata preliminare sul corpo di Michael Brown, il 18enne la cui uccisione da parte della polizia ha innescato le proteste. Secondo l'esame al giovane sarebbero stati sparati sei colpi, due dei quali alla testa. Per i manifestanti si sarebbe trattato di "un'esecuzione".
    "Dobbiamo essere tutti uniti come comunità - spiega una ragazza di Ferguson - per assicurarci che i poliziotti rispondano per quello che hanno fatto. Non è accettabile uccidere qualcuno a sangue freddo senza motivo".
    Dalla parte dei manifestanti e della comunità nera è schierato fin dall'inizio delle proteste il reverendo Al Sharpton, uno degli storici leader per i diritti civili, che sta però lavorando anche per una riconciliazione. "Non saccheggiate nel nome di Michael - ha gridato alla folla di Ferguson - Noi non siamo sacchegggiatori, siamo liberatori. Non siamo incendiari, siamo costruttori".
    La rabbia per ora sembra comunque prevalere, e nel Missouri ora si attende l'arrivo della Guardia nazionale, chiamata a pacificare il quartiere. Come accadeva 50 anni fa... E l'America del XXI secolo scopre di vivere ancora profonde divisioni tra i gruppi razziali.