Il Papa torna dalla Corea: dall'Asia una mano tesa alla Cina. Il viaggio prima tappa per un dialogo di vasta portata

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Seul (TMNews) - La Corea come ponte verso la Cina. Potrebbe essere questa la lettura del viaggio nella penisola coreana di Papa Francesco, che da Seul ha parlato a tutti i cristiani dell'Asia, ma soprattutto ha teso una mano a Pechino nell'ottica di un dialogo di vasta portata con la seconda potenza mondiale.I segnali di distensione con Pechino si erano manifestati già nel permesso per il volo papale di sorvolare il territorio cinese, cosa che ai suoi predecessori era stata negata e ora, durante il viaggio di rientro Bergoglio, come consuetudine durante i sorvoli, ha inviato un messaggio al presidente Xi Jinping, nel quale il Papa ha invocato "benedizioni divine" sulla Cina.Il nucleo del messaggio inviato alla Repubblica popolare, comunque, era stato il "non abbiate paura dei cristiani", detto da Francesco, che aveva aggiunto di non avere alcuna velleità di conquista culturale. In qualche modo, notano i commentatori, il Papa gesuita riprende il metodo di un altro gesuita, Matteo Ricci che a fine Cinquecento portò il cattolicesimo in Cina attraverso un'operazione di avvicinamento alla cultura del Celeste impero, piuttosto che di imposizione forzata, come invece avvenne poi negli anni del colonialismo europeo.A Bergoglio, Pontefice venuto dalla fine del mondo, il compito, non facile, di concretizzare questi primi passi che appaiono comunque incoraggianti.

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