Iraq, al Maliki lascia: prove di coesione anti islamisti

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Baghdad (askanews) - Al Maliki fa un passo indietro: l'ex premier iracheno ha deciso di lasciare la carica e di non proseguire sulla strada del conflitto istituzionale. La decisione è stata comunicata dallo stesso ex capo del governo
"Annuncio davanti a voi - ha detto Al Maliki - che allo scopo di facilitare il processo di formazione di un nuovo governo, ritiro la mia candidatura per sostenere il fratello dottor Haidar Al-Abadi".
Baghdad dunque, dopo giorni di pericoloso sbandamento, prova a ritrovare quella coesione tra le forze politiche che era stata invocata dal presidente Obama, e che sembra l'unica strada per fronteggiare una minaccia come quella degli estremisti dello Stato islamico. I bombardamenti aerei statunitensi e la presenza di alcuni uomini delle forze speciali di Washington sul terreno iracheno hanno reso possibile la rottura del fronte dell'Isis e l'intervento umanitario a sostegno degli yazidi. Per gli analisti, però, non sarebbero sufficienti per sconfiggere gli islamisti e dall'America, almeno per ora, non arrivano segnali nel senso di un aumento dell'impegno militare diretto.
In questo contesto il ruolo del governo iracheno diventa cruciale, soprattutto per unire le diverse anime religiose ed etniche che convivono nel Paese. Una sfida che Saddam Hussein aveva affrontato con la violenza e la repressione e che oggi Al-Abadi è chiamato a ripercorrere, si spera, con metodi diversi.

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