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    Iraq, gli yazidi tornano in patria: rotto l'assedio jihadista

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    askanews

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    Kurdistan, (askanews) - In migliaia attraversano il confine per tornare a casa, in Iraq. Sono i profughi Yazidi, comunità religiosa minoritaria nel Paese, costretti a fuggire in massa dalla persecuzione jihadista dello Stato islamico: in 20mila si sono rifugiati per giorni nelle montagne di Sinjad, ora possono tornare in patria. A salvarli, rompendo l'assedio dello Stato Islamico, sono state le forze curde con l'aiuto dell'aviazione statunitense e di oltre 100 marines e membri delle forze speciali. Oltre il ponte, che segna il confine con la Siria, c'è il Kurdistan iracheno: gli yazidi in fuga trovano così una casa dopo giorni in condizioni precarie, indossano ancora i vestiti di quando sono dovuti scappare. Tra loro donne, persone anziani, bambini. "I miliziani sono arrivati - racconta Hassan Cheker Beker - e ci hanno detto che avevamo 72 ore di tempo: se non vi convertirete all'Islam, vi uccideremo".
    Molti sono riusciti a tornare in Iraq, ma i più deboli sono rimasti bloccati sul monte Sinjar, perchè non possono affrontare un lungo viaggio. A loro sono destinati gli aiuti umanitari internazionali: in prima linea c'è la Gran Bretagna, che in tutto ha consegnato più di 48.000 litri di acqua potabile, più di mille lampade a energia solare e un migliaio di ripari per proteggersi dal caldo, dato che le temperature superano spesso i 40 gradi.
    (immagini Afp)