La Turchia al voto, Erdogan già pronto per la vittoria

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Domina la scena politica turca ormai da dodici anni, e con un trionfo annunciato si appresta a diventare il nuovo capo di Stato della Turchia.

Per il premier Recep Tayyip Erdogan è già pronto il discorso della vittoria nelle prime elezioni presidenziali a suffragio universale diretto di questa domenica.

Ekmeleddin Ihsanoglu non dovrebbe rappresentare per lui una minaccia. Il diplomatico è appoggiato dai due grandi partiti di quell’opposizione laica che accusa Erdogan di autoritarismo e che spera comunque nel miracolo.

In un Paese profondamente cambiato rispetto ai rapporti con la popolazione curda, c‘è anche il candidato che la rappresenta.

Selahattin Demirtas ha poche speranze di spuntarla, ma la sua candidatura dimostra comunque che il nodo curdo fa ormai parte dell’agenda politica turca, anche con i recenti negoziati di pace tra il governo di Ankara e i ribelli.

“Vivo a Diyarbakir – dice un ragazzo -. Spero che le elezioni presidenziali porteranno pace alla nostra città e al nostro Paese. Spero che il nuovo Presidente fermerà la violenza. Spero solo questo”.

Sono oltre cinquanta milioni gli elettori chiamati a votare. Tra loro, tanti andranno ai seggi per la prima volta. “Credo che il Presidente che verrà scelto non debba fare differenze tra le persone in base alla razza, alla religione, alla lingua e all’etnia – dice una giovane elettrice -. Deve dare lo stesso peso a ogni partito politico”.

Se nessun candidato dovesse conquistare la vittoria al primo turno, i turchi torneranno a votare per il ballottaggio il 24 agosto.

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