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    Medio Oriente: entra nel secondo mese il conflitto.

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    Hamas esclude ogni concessione a Israele, mentre il conflitto entra nel secondo mese. Da Gaza arrivano immagini – come quelle di una moschea distrutta – che mostrano le conseguenze degli raid aerei israeliani, nei quali sarebbero morti almeno cinque palestinesi.

    Lo Stato ebraico è stato a sua volta colpito dai razzi provenienti dalla Striscia, una settantina dallo scadere della tregua, secondo fonti militari israeliane.

    Il cessate il fuoco di 72 ore si è concluso senza avere portato – almeno per ora – a progressi dal punto di vista delle trattative. Quelle mediate dall’Egitto restano in stallo.

    “Se non riusciremo a ottenere quello che chiediamo continueremo a sostenere la resistenza perché non c‘è più nulla per cui piangere in Palestina – dice un residente di Gaza -. Abbiamo perso le nostre donne, i nostri figli, le nostre case sono state distrutte”.

    Hamas chiede lo stop al blocco su Gaza, oltre al rilascio di un centinaio di detenuti liberati nel 2011 e poi arrestati di nuovo.

    A Khan Younis, nel sud della Striscia, decine di persone si sono radunate per i funerali di tre palestinesi uccisi. Dall’inizio dell’offensiva israeliana, l’8 luglio, sono morti oltre 1900 palestinesi, in maggioranza civili, secondo l’Onu. Una settantina gli israeliani rimasti uccisi, inclusi almeno tre civili.