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Embargo russo sui cibi Ue, vacillano i negozi di Mosca

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Roma, (askanews) - Si chiama Syrnye Somelié ed è uno dei negozi di Mosca che accusano il colpo dell'embargo contro i cibi dell'Unione europea e degli Stati Uniti imposto dal governo russo.
Secondo gli esperti, l'embargo colpirà il 10 % dell'export europeo con pessimi effetti sulla bilancia commerciale Ue.
Ma Alexandre Krupetskov, direttore di Syrnye Somelie, si preoccupa delle conseguenze per la sua formaggeria anche se vuole essere ottimista.
"Beh, non voglio spaventarmi e forse molta gente non se ne accorgerà; chi comprava formaggio russo continuerà a comprarlo, anche se forse i prezzi aumenteranno. Però la cosa è seria perché francamente, come lo sostituisci in Russia il Roquefort?"
Non c'è in ballo solo il formaggio naturalmente; la Russia esporta cereali ma importa il 35% del cibo che consuma, e il 10% in particolare dall'Unione Europea, soprattutto Germania e Olanda. In prima fila frutta, verdura, carne e latticini. Il popolo russo rischia di trovare poca roba fresca. E Krupetskov pensa a nuove vie.
"Non abbiamo nessuna intenzione di chiudere. Troveremo un modo, dei fornitori nuovi, magari attraverso la Bielorussia, o cercheremo formaggi rari nei paesi a cui abbiamo accesso, come la Svizzera".
Mosca ha deciso l'embargo in risposta alle sanzioni internazionali decise per la crisi in Ucraina. Sarà certamente un colpo per l'industria alimentare europea e anche americana, ma i consumatori russi rischiano di essere quelli che patiranno di più.