I ribelli avanzano nel nord dell'Iraq. Cristiani in fuga

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Truppe irachene cercano di contenere, nei dintorni di Baghdad, l’avanzata dei guerriglieri islamici, che hanno esteso le loro conquiste nel nord del Paese costringendo migliaia di abitanti della città prevalentemente cristiana di Qaraqosh a fuggire.
I ribelli dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante hanno tentato di prendere il controllo della diga sul Tigri, a Mosul, che produce parte dell’energia elettrica utilizzata nella capitale, ma sarebbero stati respinti dalle truppe kurde. Messi a segno sanguinosi attacchi nelle ultime ore anche a Kirkuk e Baghdad. Nella città petrolifera del nord del Paese due autobombe esplose nei pressi di una moschea sciita hanno provocato almeno 11 morti e 40 feriti. La moschea era usata come luogo di accoglienza per rifugiati sciiti.
A Baghdad un attentatore suicida ha fatto esplodere la sua autobomba in un quartiere sciita, uccidendo almeno 14 persone. Il bilancio delle esplosioni di mercoledì è arrivato a 47 morti.
La comunità internazionale manifesta forte preoccupazione per gli avvenimenti iracheni. Anche Papa Francesco ha lanciato un appello alla pace.

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