Rosetta: la cometa Churry spalanca nuove frontiere nella ricerca spaziale

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70 gradi sottozero, uno strato di polveri che la ricopre, ma soprattutto una miriade di informazioni del tutto nuove.

È quanto sta per offrire la cometa Churry al lander che la sonda Rosetta fra qualche settimana lancerà sulla sua superficie. Il prossimo passo è quello di attendere il 20 agosto per avere immagini più nitide e scoprire se e quanto ghiaccio si trovi sulla superficie dell’asteroide. Spiega uno dei ricercatori: “Vogliamo scoprire quanto possibile sulle comete, ma già quanto abbiamo scoperto finora ha comunque moltiplicato per mille quanto sapevamo in passato sulle comete”.

La sonda lanciata analizzerà la superficie. Il problema principale, viste le asperità della massa, è dove dovrebbe atterrare. Spiega un altro studioso: “Una delle conseguenze della forma della cometa, è trovare un’area abbastanza estesa per fare atterrare la navicella. La cometa è viva. Emette gas e polveri e noi ci stiamo volando attorno. La cosa non è proibitiva, ma è comunque una difficoltà in più che dobbiamo considerare”.

Ci sono voluti dieci anni per raggiungerla, ma adesso siamo a poche settimane da un’esperienza che potrebbe davvero spalancare nuove frontiere nella ricerca spaziale.

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