Il dramma a Gaza, i chirurghi plastici: ferite morali inguaribili

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Gaza, (askanews) - Il volto della guerra nella Striscia di Gaza è anche questo. Bambini, in questo caso palestinesi, vittime dei bombardamenti israeliani. Sono ricoverati nell'ospedale di Gaza City dove equipe di medici e sanitari specializzati in chiurgia ricostruttiva, nonostante le difficoltà, tentano di salvare le vite dei feriti e ricostruire le parti dei loro corpi dilaniati dalle esplosioni. "Non saranno mai più gli stessi di prima - ammette Ghassan Abu Sitta, responsabile del centro di chirurgia plastica dell'Università americana di Beirut, in Libano - il nostro obiettivo è quello di restituire loro le funzioni degli arti per quanto possibile ma non sempre ci riusciamo".
"La mia sensazione - continua il chirurgo - è che circa il 70% di loro riporterà delle disabilità permanenti. Ma il vero problema è il dramma psicologico con cui questa gente dovrà convivere per tutta la vita". Medici come Abu Sitta, arrivati da tutto il Medio Oriente, lottano letteralmente contro il tempo e contro ogni tipo di difficoltà per prendersi cura di questi bambini. "La prima cosa che bisogna fare quando arrivano è stabilizzarli - conclude il medico - la maggior parte di loro rischia di morire perché, a causa delle ferite, perde molto sangue e fluidi corporei. La nostra prima sfida è disinfettarli per prevenire le infezioni". Secondo quanto riportato da fonti locali, almeno un terzo degli ospedali a Gaza di stato colpito dai raid israeliani e, a causa delle continue violenze, i medici non sempre possono raggiungere le poche strutture rimaste in piedi. Il sistema sanitario palestinese, inoltre, secondo Medici senza frontiere, è al collasso, anche a causa la mancanza di molti farmaci.
(immagini Afp)

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