Commissione Juncker, a rischio la parità di genere

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Tempo scaduto per i 28 stati membri che avrebbero già dovuto presentare il nome del proprio candidato per il ruolo di commissario europeo. Nonostante gli appelli per la parità di genere il nuovo esecutivo rischia di essere meno rosa del precedente.

L’attuale commissione Barroso conta 9 donne su 28 commissari, eppure il prossimo esecutivo Juncker rischia di essere ancora meno al femminile nonostante i ripetuti inviti agli stati membri a nominare donne alla Commissione Ue.

Soltanto due le donne confermate per ora, la ceca Vera Jourova, attuale ministro dello sviluppo rurale e la svedese Cecilia Malmstrom, già commissaria europea agli affari interni.

La squadra Juncker potrebbe accogliere altre 4 donne, compresa la bulgara Kristalina Georgieva, in lizza insieme a Federica Mogherini a capo della diplomazia Ue.

“Juncker studierà tutte le possibilità esistenti e continuerà a insistere con gli stati membri sulla necessità di raggiungere un adeguato numero di donne nella prossima commissione Ue” ha dichiarato la portavoce Natacha Bertaud, portavoce di Jean Claude Juncker “Se non sarà trovato un accordo è probabile che la formazione della nuova commissione sarà posticipata”.

Tutti gli occhi sono puntati sul vertice tra i capi di stato in programma a Bruxelles il 30 agosto. Le pressioni sono forti e nulla è ancora deciso. Gli stati membri sembrano mantenere forte il punto sulla loro libertà di scelta.

Martin Schulz ha già avvisato Juncker che la mancanza di donne nella sua squadra potrebbe costargli l’approvazione del Parlamento Ue, necessaria da ottenere entro il 31 ottobre per permettere alla nuova commissione di entrare in funzione.

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