A Gaza oltre 1000 i morti palestinesi, vertice Parigi chiede di prorogare tregua

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Dopo aver provocato oltre mille morti in 19 giorni di assedio, l’esercito israeliano interrompe per 12 ore i bombardamenti nella Striscia di Gaza.

È il primo risultato ottenuto dalla diplomazia internazionale che lavora a un prolungamento del cessate il fuoco, raccogliendo la disponibilità del governo di Banijamin Netanyahu.

Anche Hamas ha sospeso il lancio di razzi verso Israele e la popolazione palestinese si riversa in strada per recuperare i corpi rimasti intrappolati tra le macerie. In sole sei ore sono stati ritrovati quasi 80 cadaveri.

La fragilità del cessate il fuoco umanitario, iniziato alle 7 di questo sabato, è stata rimarcata dall’ennesimo raid israeliano, quando mancavano 30 minuti allo stop alle armi: una famiglia di 18 persone è stata sterminata nel sud della Striscia. L’esercito israeliano ha
annunciato, invece, la morte di tre soldati nelle operazioni della scorsa notte. Il totale dei morti tra i militari sale così a 40.

E da Parigi, dove ha incontrato i ministri degli Esteri europei e i rappresentati di Qatar e Turchia, il segretario di Stato statunitense, John Kerry, ripropone un cessate il fuoco di sette giorni. Un traguardo che il collega francese, Laurent Fabius, vuole raggiungere con una proroga di 24 ore della tregua in corso.

“Tutti noi vogliamo raggiungere, il più rapidamente possibile, un cessate il fuoco duraturo – ha detto Fabius – che soddisfi le esigenze di sicurezza di Israele e le esigenze dei palestinesi, in termini di sviluppo economico e sociale, e garantisca l’accesso al territorio di Gaza”.

Israele – assente dalle trattative – si dice disponibile a prolungare la tregua, ma chiede in cambio la distruzione degli arsenali missilistici di Hamas, mentre i dirigenti di Gaza esigono la revoca del blocco imposto dal 2006.

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