Crisi di governo in Ucraina, verso elezioni anticipate

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In Ucraina si è dimesso l’esecutivo, dopo aver perso l’appoggio di due partiti della maggioranza, e con ogni probabilità si andrà ad elezioni anticipate in Ottobre. Il premier, Arseni Yatsenyuk, ha comunicato la sua decisione al parlamento:

“Rassegno le mie dimissioni, in seguito al venir meno della coalizione e perché varie iniziative del governo sono state bloccate. Lunga vita all’Ucraina”, ha detto, dopo aver accusato di irresponsabilità gli ormai ex alleati, troppo attenti a suo avviso agli umori dell’elettorato, in una fase in cui è necessario approvare riforme impopolari. A sostituirlo è per il momento il vice-premier Volodymyr Groysman.
A uscire sono stati i partiti Udar, dell’ex campione del mondo di pugilato Vitaly Klitschko, oggi sindaco di Kiev, e Svoboda, il cui leader chiede da tempo elezioni anticipate:

“Abbiamo dichiarato da tempo la nostra posizione. Il presidente dovrebbe indire elezioni anticipate, e insistiamo sul fatto che in attesa delle elezioni dovrebbe essere dichiarata la legge marziale. Noi riteniamo che ad oggi sia l’unica possibilità per riportare la pace e la stabilità nell’Ucraina orientale”.

Era e rimane all’opposizione il Partito delle Regioni, del deposto presidente Yanukovich. In estrema difficoltà dopo la rivoluzione, il partito ha comunque mantenuto una rappresentanza parlamentare, e ora si dice pronto alle elezioni:

“Naturalmente il Partito delle Regioni è a favore delle elezioni. Oggi non c‘è una coalizione di governo, e quindi avvieremo le macchine per la prossima campagna elettorale”.

Il Parlamento era stato teatro alla vigilia di una rissa, dopo le accuse ai deputati comunisti di sostegno alla politica d’annessione della Russia. Due le leggi che il Parlamento non è riuscito ad adottare: una per nuove tasse per la spesa militare, l’altra per consentire l’ingresso di operatori occidentali nella gestione dei gasdotti ucraini.

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