Gaza. Tra bombardamenti, morti e disperazione

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A Gaza ormai è un inferno. Questo è uno dei luoghi della Striscia colpito dall’ultimo attacco israeliano lunedì notte. Secondo fonti locali i nuovi raid avrebbero fatto almeno 15 vittime, tra cui un’intera famiglia. Le strade sono praticamente deserte. La gente ha paura di uscire di casa, ma ormai nessuno si sente più sicuro da nessuna parte.

Questo è quello che resta di un edificio nel quartiere di Rimal nel centro di Gaza City. Qui i soccorritori scavano tra le macerie nella speranza di trovare qualche sopravvissuto. Scenari di una guerra che ha già fatto quasi 600 morti, tra questi più di 100 sono bambini. “Un F16 ha colpito questo palazzo senza alcun preavviso da parte delle forze israeliane”, racconta questo soccorritore, “la gente non ha avuto il tempo di evacuare. Fino ad ora abbiamo trovato 12 corpi, le persone che vivono dall’altra parte dell’edificio sono rimaste ferite, sono circa 40 in tutto.”

Un’escalation di violenza che dura ormai da oltre tre settimane. “Li c’erano i corpi senza vita di una donna e di due bambine. E poi c’era un uomo che gridava aiuto, un uomo che non riusciva a mettere in salvo i suoi figli. Questo è quello che abbiamo trovato e raccolto qui sulla strada.”

Si tratta del quindicesimo giorno di raid lanciati da Israele per cercare di fermare i continui lanci di razzi da parte di Hamas. Ma qui a Gaza City quello che colpisce sono palazzi distrutti e la disperazione degli abitanti. Come ci racconta la nostra inviata nella Striscia di Gaza. “Ci sono libri di scuola sparsi sul marciapiede. Alcuni bimbi avevano cercato di rifugiarsi in questo edificio, dopo essere fuggiti da posti considerati più pericolosi. Ma ormai non esiste più il confine tra le zone a rischio e le aree di sicurezza per gli abitanti, che non sanno più dove andare per non morire.”

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