"No fly-zone": quando per sicurezza i cieli chiudono al traffico

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Spazzata via dallo schianto e polverizzata nei cieli. Dall’“abbattimento del volo MH-17 della Malaysia Airlines che sorvolava l’Ucraina orientale”:http://it.euronews.com/2014/07/21/ucraina-aereo-abbattutoinquirenti-olandesi-sul-posto/, l’illusione di una totale sicurezza delle rotte aeree è scomparsa dai radar.

A tornare alla ribalta è invece il termine “no fly-zone”: il divieto di sorvolo di zone generalmente di guerra o considerate a rischio.

Compito di allertare su eventuali pericoli nel proprio spazio aereo spetta ai singoli governi. E a modo loro,Mosca e Kiev lo avevano fatto.

“Le restrizioni al di sopra dei 32.000 piedi nell’Est dell’Ucraina che erano state annunciate il 14 luglio – dice Brian Flynn da Eurocontrol, l’agenzia responsabile del coordinamento dello spazio aereo europeo – seguivano di poche ore a una notifica simile diramata da quelle russe, per un’area più ad est, ma che si estendeva anche dal suolo ai 32.000 piedi. Le due informazioni che abbiamo diffuso non sono quindi tra loro incompatibili”.

Dall’abbattimento del volo Amsterdam-Kuala Lumpur, Eurocontrol ha notificato una no-fly zone sull’Ucraina dell’Est. Lo stesso ha fatto il regolatore dell’aviazione civile statunitense, che l’ha aggiunta a quelle di Libia, Somalia e Corea del Nord, in rosso nella nostra grafica. Un gradino inferiore, il rischio invece segnalato nei cieli di paesi come Siria, Iran o Afghanistan.

In passato a più riprese adottata, per esempio durante i conflitti in Iraq e nei Balcani, “l’istituzione di “no-fly zone” comporta però costose deviazioni ai voli”:http://it.euronews.com/2014/07/18/compagnie-aeree-al-bivio-volare-sull-ucraina-o-far-pagare-di-piu/.

Prima del “Notam”, la Notice to airman diramata dalle autorità di controllo aereo, soltanto poche compagnie avevano infatti discrezionalmente deciso di evitare i cieli dell’Ucraina dell’Est, sobbarcandosi maggiori tempi di percorrenza e incremento delle spese per il carburante.

Fino allora battutissima, in quanto più diretto collegamento fra Europa e Sud-Est asiatico, la rotta che la sorvola è ora deserta. Troppo tardi, lamentano però in molti, che accusano di aver chiuso la stalla dopo la fuga dei buoi.

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