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    Civiltà non fa rima con spreco: la riflessione di Luca Mercalli. Chi inquina paghi anche per i danni futuri

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    askanews

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    Milano (TMNews) - L'inquinamento e il consumo delle risorse ambientali come ricaduta necessaria della civiltà. E' l'idea distorta, ma ancora dominante, da superare con urgenza con una nuova prospettiva del rapporto uomo-natura.Non è vero che per combattere la povertà e la fame bisogna accettare la violenza contro la natura. La riflessione di Luca Mercalli: "Certamente 50 anni fa c'era da sconfiggere la miseria e in qualche caso perfino la fame. Oggi questi problemi non ci sono più e forse abbiamo più spazio per una riflessione, per capire che dobbiamo fermarci un attimo prima di essere travolti dal nostro stile di vita. Credo che sia la consapevolezza che a tutto c'è un limite. Non si può crescere continuamente nell'avidità dei consumi in una vera e propria bulimia di tutto ciò che ci circonda".Serve quindi una maggiore consapevolezza di cosa si consuma, e spesso si spreca, ma serve anche maggiore attenzione a come si produce.In campo agricolo negli ultimi anni si è assitito alla crescita del "biologico", anche come strada per ridurre le esternalità negative della produzione. Ma chi produce rispettando l'ambiente in realtà deve oggi affrontare più difficoltà di chi invece inquina. E questo vale in agricoltura come nelle altre attività produttive."Non è giusto che ci si debba certificare per fare la cose bene - argomenta Mercalli - è giusto invece che per chi ha la responsabilità oggi di un metodo di produzione fortemente impattante nei confronti dellambiente, sia per l'agricoltura sia nelle altre lavorazioni, si opportuno ribaltare questa visione. Chi fa bene le cose ha immediatamente il diritto di proporle al pubblico. Ed è chi invece le fa male o meglio si rendere responsabile di un costo aggiuntivo che è il danneggiamento del nostro sistema ambientale deve essere obbgligato a rendere chiaro nei confronti del pubblico quali sono le sue filiere inquinanti e in alcuni casi pagare un prezzo per queste esternalità negative".Mercalli indica l'immagine di una pianta da coltivare con cura come metafora della crescita in ciascuno di noi della responsabilità attiva nei confronti del pianeta. "Cominciamo dai semi e i semi in questo caso sono l'educazione, l'informazione poi ognuno di noi farà germogliare questa pianta dentro se stesso ed è ciò che forse i paesi del Nord Europa che prendiamo a modello hanno fatto quaranta anni fa e ne stanno già raccogliendo i frutti".