Al Muse di Trento una sezione dedicata al "Legno"... certificato

Prova il nostro nuovo lettore
askanews

per askanews

906
25 visualizzazioni
  • Informazioni
  • Export
  • Aggiungi a
Trento (askanews) - Un pezzo da museo, ma sempre vivo, attualissimo e alla base delle più sfisticate soluzioni tecnologiche in campi diversissimi: dall'edilizia al tessile fino all'energia. E' il legno al quale il MUSE, Museo delle Scienze di Trento, ha deciso di dedicare un'intera sezione.
Antonio Brunori segretario generale PEFC, l'ente certificatore della sostenibilità della gestione forestale e dell'intera filiera, dall'albero al prodotto finito
"Il legno che viene considerato una materia prima povera, in realtà è una materia prima che attraverso la tecnologia diventa strutturale, migliore dell'acciaio del cemento armato per quanto riguarda la flessibilità, i punti di rottura e così via".
Nel Trentino il settore del legno raccoglie circa 900 imprese con quasi 4.500 addetti e un fatturato da 450 milioni di euro, circa il 2,3 per cento del Pil regionale.
E' stata quindi una scelta naturale per il Muse, che a luglio ha passato la boa del primo anno di attività con il visitatore numero 500mila.
Ma attenzione non tutto il legno è virtuoso, dal punto di vista della sostenibilità. Antonio Brunori spiega perchè scegliere il legno sostenibile e certificato.
"Il legno se viene da foreste gestite in maniera sostenibile, da anche garanzie che il bosco viene rigenerato, salvaguardato e tutelato. Se un legno non ha un'origine certa potrebbe venire da quel 20 per cento che l'UE ci avverte essere di origine illegale".
Importante quindi è anche saper riconoscere un legno certificato. "Il legno certificato ha un marchio che è questo simbolo: due alberini con una sigla PEFC che vuol dire appunto un sistema di garanzia della gestione corretta e di tutela delle foreste. Sostenibilità che quindi vuol dire ambiente, economia, società".

0 commenti