Iraq, profughi in fuga a Sinjar: allarme sovraffollamento. Le testimonianze: "Qua viviamo come in un cimitero"

Prova il nostro nuovo lettore
askanews

per askanews

881
18 visualizzazioni
  • Informazioni
  • Export
  • Aggiungi a
Baghdad, (TMNews) - Ammassati senza uno spazio vitale, accampati sotto i tendoni e costretti a mangiare per terra: sono i profughi iracheni in fuga che hanno trovato rifugio a Sinjar, piccolo villaggio nel nord dell'Iraq vicino al confine con la Siria, controllato dalle forse peshmerga del Kurdistan autonomo. Questa gente ha dovuto abbandonare TalAfar, città abitata in maggioranza da sciiti turkmeni, in seguito all'attacco dei militanti jihadisti sunniti. Dormono dove capita: nelle scuole, nelle moschee, nelle chiese. Ma la situazione a causa del sovraffollamento sta diventando insopportabile."La vita qua è insostenibile - dice questa donna - non abbiamo cibo a sufficienza. Mancano i bagni e i posti per dormire. Viviamo come in un cimitero". I profughi in città sono 58mila, soprattutto bambini."La provincia di Sinjar ha ospitato poche famiglie - dice il governatore Haji Saleh - abbiamo aperto le nostre scuole, le moschee e le chiese per i profughi che arrivano da tutte le regioni della zona"."Abbiamo dovuto lasciare le nostre case e i nostri soldi - dice questo profugo iracheno - nè il Kurdistan nè lo Stato iracheno ci stanno aiutando. Per quanto tempo dovremo stare in queste condizioni? La gente qua soffre".(immagini Afp)

0 commenti