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    La Germania adotta un salario minimo di 8,50 euro l'ora

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    La SPD l’aveva posto come condizione per entrare in coalizione con il partito di Angela Merkel. E così, a tre mesi dalla proposta, ecco che la Germania accoglie il primo salario minimo della sua storia.

    Con 535 voti a favore il Bundestag ha approvato la misura, che prevede un tetto minimo di 8 euro e 50 l’ora. Quattro milioni, secondo il governo, i lavoratori che oggi guadagnano meno, concentrati soprattutto nell’Est.

    “D’ora in avanti, se comprerete dei fiori da una fioraia o se chiamerete un call center per avere informazioni, potrete esserne certi: in tutti quei posti sarà applicato il salario minimo”, ha detto soddisfatta il ministro del Lavoro, la social-democratica Andrea Nahles.

    “Da gennaio in avanti quasi quattro milioni di persone dormiranno meglio, saranno meglio disposti con gli altri e sapranno che i loro sforzi valgono qualcosa”, ha aggiunto.

    La Germania esce dunque dal “club” dei Paesi europei senza salario minimo (di cui fa ancora parte l’Italia) con un tetto superiore a quello britannico, ma inferiore a quello francese.

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    Critici gli imprenditori, secondo cui la misura distruggerà posti di lavoro, soprattutto nelle piccole aziende, e diminuirà la competitività del sistema produttivo.

    Ma l’iniziativa ha avuto grande sostegno popolare, specialmente a fronte di un divario sociale crescente tra i lavoratori più e meno garantiti.

    Tante, comunque, le eccezioni: i meno qualificati, come gli apprendisti o i disoccupati di lunga data, non ne beneficeranno per i primi sei mesi di lavoro.