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    Prima sessione plenaria del nuovo Parlamento europeo tra rientri e facce nuove

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    Ripartono i lavori a Strasburgo, dove questa settimana si tiene la prima sessione plenaria del nuovo Parlamento europeo. Dalle elezioni di maggio è uscito un quadro politico molto frammentato. Con l’arrivo a Strasburgo di un variegato esercito euroscettico. Proprio in occasione della prima riunione dell’aula di Strasburgo si testerà la tenuta della grande alleanza tra popolari, socialisti e liberali. Il primo esame ad attenderli sarà proprio l’elezione del nuovo Presidente dell’Assemblea.

    Data per certa la riconferma di Martin Schulz, anche se alcuni temono la oossibilità di defezioni interne alla grande coalizione.

    Oltre al socialista tedesco concorrono per la presidenza altri tre deputati ,sconosciuti al grande pubblico. Si tratta del conservatore britannico
    Sajjad Karim, dello spagnolo Pablo Iglesias rappresentante della sinistra radicale e dell’austriaca Ulrike Lunacek, eurodeputata verde.

    Oltre a creare il presupposto per un’alleanza traballante la non elezione di Schulz riaprirebbe il vaso di Pandora delle nomine europee, sulle quali i leader dei 28 paesi-a eccezione della Gran Bretagna-si sono faticosamente accordati in occasione dell’ultimo vertice a Bruxelles.

    Tra appena due settimane, infatti, l’Europarlamento dovrà votare sulla candidatura di Jean Claude Juncker alla Presidenza della Commissione europea.

    Sconfitto Schulz niente può garantire l’accordo del Parlamento su Juncker.
    Un’ipotesi sulla quale contano molto i deputati grillini, ma anche Farage, Le Pen e Wilders.