Manifestazioni contrapposte a Lugansk e Kiev

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Erano in migliaia ieri in piazza a Lugansk per chiedere al governo di Kiev di interrompere le operazioni militari. Stop alla guerra e ai combattimenti in corso da tempo: questo lo slogan che risuonava per le strade della capitale dell’autoproclama Repubblica popolare separatista. “Siamo qui per dire che vogliamo la pace, dice questa donna, vogliamo solo la pace. Vogliamo essere liberi finalmente.”

Di tutt’altro tono la protesta tenutasi a Kiev, dove la gente è scesa in piazza ma per dire no alla tregua. Di fronte al palazzo presidenziale, migliaia i manifestanti in abiti civili o in tenuta militare e passamontagna, legati ai gruppi radicali nazionalisti. Loro hanno chiesto l’introduzione della legge marziale nel Donbass, la consegna delle armi ai battaglioni di volontari e più garanzie e riconoscimenti per i militari che stanno prestando servizio nelle regioni separatiste.

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