Crisi del gas: scade ultimatum a Kiev. Ora il gas russo si paga in anticipo

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Russia e Ucraina non sono riuscite a risolvere la controversia sul prezzo del gas fornito da Mosca a Kiev. È scaduto l’ultimatum russo e l’Ucraina non ha pagato gli 1,43 miliardi di euro di debito immediato. Gazprom ha annunciato che è scattato un nuovo regime, quello del pagamento anticipato. Il significato di questo annuncio è chiaro: Mosca potrebbe tagliare le forniture di gas all’Ucraina. Una decisione che metterebbe a rischio anche le forniture alla Ue.

Un portavoce di Gazprom ha voluto comunque rassicurare Bruxelles: “Il volume di gas per i consumatori europei non diminuirà. L’Ucraina è obbligata da contratto garantire il transito ininterrotto dell gas fino al punto di consegna”.

Quello che però Gasprom teme è che il gas per l’Europa possa venire rubato lungo il percorso ucraino, come già accaduto in passato soprattutto con l’approssimarsi della stagione fredda. Questo mentre il gigante russo dell’energia ha deciso di ricorrere all’arbitrato della Corte di Stoccolma per il mancato pagamento delle forniture da parte della società energetica statale
ucraina Naftogaz per un totale di 3,3 miliardi di euro. Poco prima che gli ucraini facessero lo stesso per i motivi opposti. Per loro il debito è illegittimo.

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