Afghanistan. Taleban amputano dita a chi ha votato

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Il prezzo della democrazia. Sono almeno 11 gli elettori afghani che hanno pagato con l’amputazione delle dita immerse nell’inchiostro simbolo del voto la scelta di recarsi alle urne per il ballottaggio delle presidenziali. La ritorsione dei taleban nel villaggio di Aqabi, provincia di Herat.

“Abbiamo votato, abbiamo messo la scheda nell’urna per eleggere il nostro Presidente. Subito dopo ci hanno rapito e ci hanno tagliato le dita” racconta una delle vittime.

“Le dita, intinte nell’inchiostrio appositamente usato per le elezioni, sono state tagliate di netto dopo aver effettuato un’anestesia locale” spiega Rafiq Shirzai, responsabile dell’ospedale di Herat.

Un secondo turno, quello di ieri, tra il favorito Abdullah Abdullah e Ashraf Ghani Ahmadzai, entrambe ex Ministri, caratterizzato da oltre 270 denunce di frode. Ma soprattutto un voto disseminato di attacchi dei taleban che hanno fatto, in tutto il Paese, più di 250 morti. Il 2 luglio i risultati, il 22 luglio la proclamazione del successore di Hamid Karzai.

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