Nucleare iraniano: diplomazia in fermento per il vertice di Vienna

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Vienna accoglie da lunedì il penultimo round negoziale sul nucleare iraniano.
Per cinque giorni Teheran e il gruppo dei 5+1 cercheranno di superare le divergenze per strappare un accordo definitivo entro il 20 luglio. Se l’Iran fornisse garanzie sulla natura pacifica del suo programma, sospettato di celare una componente militare, Teheran potrebbe vedere la fine delle sanzioni internazionali.

“C‘è disaccordo su alcuni punti del negoziato, e alcuni contrasti riguardano temi fondamentali – ha dichiarato il Presidente iraniano. Non ci sono dubbi pero’ sul fatto che l’Iran continuerà ad arricchire l’uranio. E’ stato concordato da entrambe le parti. Nessuno dovrebbe neppure immaginare che l’arricchimento si fermi. E’ un dato di fatto”.

Di fatto resta da stabilire in che grado proseguirà l’arricchimento dell’uranio. Sandy Berger, ex assessore alla Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti.

“Gli iraniani sostengono di dover mantenere un certo grado di arrichimento dell’uranio, e questo si suppone sia il principale punto di frizione. Ma l’Iran arriva al summit con una forte pressione per raggiungere un accordo a causa della sua situazione economica. Le sanzioni hanno funzionato”. Il nostro corrispondente Stefan Grobe:
“Potrebbe volerci più tempo, oltre ai termini di luglio, per arrivare a un accordo. Ma sia l’Iran, sia le potenze internazionali, rischierebbero di subire forti pressioni interne per cercare di strappare un accordo migliore in questi tempi supplementari. L’effetto potrebbe essere quello di complicare ulteriormente i negoziati”.

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