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    Giorgio Orsoni si è dimesso da sindaco di Venezia

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    L’atto dopo la revoca degli arresti domiciliari. Revocate le deleghe a tutta la giunta. Accusato di aver preso fondi illeciti per la campagna elettorale del 2010, Orsoni ha patteggiato quattro mesi per illecito finanziamento ai partiti, e aver pagato 15.000 euro, è tornato in libertà. Dopo la scomunica del partito, e dopo aver cercato di resistere, Orsoni ha annunciato la sua decisione alla stampa.

    «Ho dovuto constatare che non c’era compattezza sul da farsi, sul continuare, per le cose urgenti e nell’interesse della città, ho sempre agito nell’interesse della città e dei suoi cittadini».

    Orsoni per venti giorni sarà ancora in carica per affrontare le pratiche obbligatorie, dopo di che subentrerà un commissario prefettizio.

    Secondo l’accusa avrebbe ricevuto 400.000 euro dal consorzio Venezia Nuova che costruisce le dighe mobili del Mose, un progetto già costato 7 miliardi di euro per proteggere Venezia dall’acqua alta.

    Orsoni si è difeso dicendo che era stato il partito, il PD a chiedergli di accettare quei soldi per finanziarsi la campagna elettorale.