Calcio e fair-play

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Mentre le squadre si affrontano nei Mondiali, le autorità lottano contro il lato oscuro del calcio: le combine e i tentativi di comprare le vittorie.

La UEFA dispone di regole del Fair Play finanziario, ma si può impedire che lo strapotere economico delle squadre più ricche determini le classifiche sportive?

Ne discutono a The Network: – Marc Tarabella, membro del Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici nel Parlamento europeo; – Jean-Louis Dupont, avvocato che si batte contro il “Fair-play finanziario”; – Georges Grün, ex calciatore belga, ora commentatore sportivo.

“Bisognerebbe regolamentare il tipo di scommesse che si possono proporre online” sostiene Jean-Louis Dupont. “Quando in un match del primo turno di Coppa di Spagna, il Real Madrid gioca contro una squadra di quarta divisione e una delle scommesse possibili è ‘In quale minuto di gioco segnerà il Real’ si apre la porta all’imbroglio, perché di fronte al Real ci sono giocatori che non vengono pagati da mesi.”

Per Marc Tarabella, “a livello europeo la proporzione dei match truccati è raddoppiata in queste ultime stagioni, soprattutto nelle divisioni minori, dove è più facile truccare le partite perché ci sono meno telecamere e meno spettatori. Quando un giocatore, un dirigente, un arbitro ha truccato o influenzato una partita, servono sanzioni esemplari e non deve poter essere ingaggiato in un altro club, in un altro Paese o un altro continente.”

Georges Grün osserva: “Credo che le sanzioni (per il momento economiche) che propongono l’UEFA e la FIFA con il Fair-Play finanziario, non scalfiranno molto le grandi potenze del mondo del calcio. Ciò che bisogna fare, forse, è varare sanzioni sportive per la Champions League: per esempio, togliere punti, come è stato proposto. Credo che questo avrà più impatto delle sanzioni economiche.”

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