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Iraq: ancher la provincia petrolifera di Baiji in mano ai ribelli

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Hanno preso anche la provincia petrolifera di Baiji i miliziani dell’ISIS, o Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, un gruppo che si dice vicino ad Al Qaida e che è attivo anche in Siria.
Dopo aver preso con estrema facilità il controllo di Mosul ed essersi impossessati del denaro che c’era nelle banche locali e delle armi custodite nelle caserme, gli uomini dell’ISIS hanno ripreso la loro marcia. Il premier iracheno, Nouri al-Maliki, ha chiesto lo stato d’emergenza e ha esortato tutti i cittadini a prendere le armi contro la milizia islamica. Quella dell’ISIS è un’offensiva iniziata all’inizio dell’anno con la presa di Falluja, ma con la caduta di Mosul la cosa diventa molto più pericolosa, secondo Jumaa al-Atwan, un analista politico:

“La presa di Mosul è più pericolosa di quella di Falluja, perché è uno snodo strategico per parecchie altre province irachene, a partire dal Kurdistan verso nord, e poi Salaheddin e Kirkuk verso sud, e sono tutti elementi di rischio. È una situazione molto pericolosa”.

Il governo di Baghdad nelle ultime ore ha lanciato un appello alle Nazioni Unite, alla Lega araba e all’Unione europea. Stupisce la rapidità dell’avanzata dell’ISIS, in molte zone pare che l’esercito iracheno non reagisca.

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