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    Biennale di Architettura, ricerca ma anche istanze sociali

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    askanews

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    Venezia (askanews) - Il titolo è chiarissimo: "Fundamentals". La 14esima edizione della Biennale di Architettura di Venezia guarda ai concetti base, e auspica un ritorno agli elementi primordiali della disciplina. E accanto al dichiarato afflato di ricerca, il presidente della Biennale, Paolo Baratta, evoca anche momenti di etica sociale.
    "La ricerca - ha spiegato - è interessante non solo per chi lavora nel settore dell'architettura, ma anche per noi, che dobbiamo essere in grado di porre domande all'architettura. Se aumenta la distanza tra il lavoro degli architetti e i desideri o la capacità di avanzare richieste degli individui, della società e delle istituzioni, il futuro potrebbe diventare più difficile".
    Un futuro che, invece, all'Arsenale o ai Giardini, luoghi dove questa volta per sei mesi si potrà incontrare letteralmente il mondo intero, appare costellato di possibilità creative, talvolta all'insegna della documentazione come nel padiglione degli Stati Uniti, talvolta più caotiche e work in progress come in quello del Giappone. E l'Oriente, con le implicazioni geopolitiche del presente, è anche uno dei temi su cui si sofferma il curatore della Mostra, Rem Koolhaas.
    "Se guardate a Corea, Cina e Giappone - ha spiegato l'architetto olandese - vedete che le attuali tensioni politiche tra questi Paesi, che sono molto serie, hanno però portato a presentazioni molto intense di ciascun Paese, che arrivano a un più alto livello politico".
    Come si vede, dunque, non solo architettura o progetti artistici. La Biennale 2014 guarda i fondamenti della società, partendo dai quali, poi, si può iniziare a costruire, anche il futuro.